lunedì 2 giugno 2008

Catenella

Il nostro agente a Udine (la capitale d'Italia), il buon Davide Pascutti, m'ha incatenato.
Riporto, così come tramandatemi, le parole di Marco Rizzo, che ha iniziato questa catena:

Fotografa la tua abituale postazione di lavoro (o le tue, nel caso ne hai più di una), indicando sommariamente cosa c'è e a cosa ti serve. Poi invita alla catena altre cinque persone.

Allora ecco qua il mio angolo.



Come vedete voi stessi, adotto la tecnica cosiddetta "a mucchio", che consiste nel creare appunto molti mucchi di cose compatibili per geometria o area tematica, o, se ci riesco, entrambe le cose, allora lì è il massimo, in modo da poterle spostare nei posti meno opportuni con una certa disinvoltura a seconda delle esigenze. Ad esempio sulla destra potete notare il "mucchio di appunti per un sito Internet" sopra al "mucchio di riviste per designer di tendenza". O, sotto il rotolo di scotch, il "mucchio di biglietti da visita e note varie". E così via.
Appesi al muro ci sono un mio ritratto firmato dal Maestro, per ricordarmi sempre dei momenti belli, e la lista delle priorità della vita con le varie scadenze (questo foglio è assolutamente inutile).
Poi c'è il computer con la tavoletta grafica, matite, gomma, pennarelli e pennelli di uso più frequente (tutto nei relativi mucchi). E, naturalmente, una decina di centimetri quadrati per disegnare.
Fuori campo, in alto: stampante (fuori uso da circa un anno) e scanner, coperti da fogli di appunti, da cd e da tutte quelle cose che non sai dove mettere e dici "intanto lo appoggio qua". E un pesce luminoso. In basso: cestino e lavagna luminosa scomponibile (nel senso che il vetro cade), il meno possibile pronta all'uso. Dietro: cassetti con cose dentro ma prevalentemente sopra. A sinistra: libreria e casa. A destra: ampia terrazza con vista mozzafiato sulle pre-Alpi venete.

Per le mie nomination scopro drammaticamente di non avere amici... E di quei pochi, vedo che qualcuno è già stato incatenato. Perdonerete se ne incateno solo due, ovvero: quel cinese di un Henry (che, vi ricordo, ha sconfitto la paura del buio) e Giorgio Salati (grazie ai suoi preziosi consigli, che custodisco ancora gelosamente, diventerò famoso ed allo stesso tempo apprezzato dalla critica).

13 commenti:

Alberto ha detto...

Cavolo, io ho una scrivania e una zona "lavoro" un ascco più ampia della tua, eppure non ho spazio per fare nulla.
Complimenti per l'ottimizzazione dello spazio.

Cmq ciao Claudio, vedi, anche su inetrnet prima o poi ti trovo.

Saluti.
Alberto

Claudio Bandoli ha detto...

Ciao Alberto! Ora mi affaccio alla finestra e ti saluto anch'io.. eh eh!

Giorgio Salati ha detto...

Oddio... questa cosa della catena mi pare vagamente adolescenziale... però quando potrò vedrò di onorare l'impegno...

Ciao Claudio!

Davide Pascutti ha detto...

ebbravo!
ciao!

Ca.Ma ha detto...

Mi sono auto-attaccato alla catena, è grave?

Ciao Claudio!

serena ha detto...

ho paura

Giorgio Salati ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Giorgio Salati ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Giorgio Salati ha detto...

Mi hai reso complice del tuo .

Giorgio Salati ha detto...

aaargh! perché non funzionano i link in questi commentiiii?!?!

rifaccio: vai qui punto e basta!
http://giorgiosalati.blogspot.com/

giustina ha detto...

claudaccio! allora giorgio s. (che ha provato a incatenarmi) non mentiva. allora devo mandarti davvero un piccione viaggiatore con la diarrea! allora sei schiavo del sistema? della globalizzazione, dell'elettrocoaugulazione e delle catene di s. antonio?
che mondo. ribellati!!! brucia i reggiseni delle tue amiche e smetti di delpilarti le ascelle.
riot.

Claudio Bandoli ha detto...

Aaah-ah-ah-ah-ah. Ah.
E guarda che non ho incatenato anche te solo perché ho visto che eri già stata vittima.
Bruciare reggiseni dici? Stasera provo, poi ti racconto.

serena ha detto...

e buon compleanno bandoluz